E’ uscito il mio libro!
Davide Valecchi Magari in un’ora del pomeriggio
€ 11,00 pp. 68 (Sia cosa che # 88)
ISBN 978 8897441 052
Gli endecassillabi di questa raccolta – vincitrice della I edizione del Concorso Faraexcelsior – sono l’orma di un’assenza: la persona che non c’è viene rievocata, quasi “ricreata”, immergendola in un mondo reale intriso di bellezza ma “spolverato” da una luce corpuscolare che ne segnala la provvisorietà. Il tono è modernamente lirico e sobriamente nostalgico. Il suono va a depositare le immagini di queste pagine nel luogo dove le nostre emozioni le moltiplicano e la mente ne assapora ad ogni rilettura simboli e sensi che sempre ci trasportano oltre.
Come questa primavera che sale
dal nulla a riempire pensieri invasi
dalla mancanza della tua presenza
finché l’aria chiede dove sei ora,
mentre schiere di fiori sconosciuti
appaiono lungo sentieri persi,
fitti d’erba, dimenticati, percorsi
soltanto oggi dopo ere di polvere.
Articolo completo su farapoesia.blogspot.com
Davide Valecchi vince il concorso Faraexcelsior
Con la raccolta di poesie Magari in un’ora del pomeriggio, Davide Valecchi di Dicomano (FI) vince la sezione B. (v. anche sezione A.) della I edizione del concorso Faraexcelsior con le seguenti motivazioni (un grazie senito ai giurati Anna Ruotolo, Giuseppe Carracchia, Rosa Elisa Giangoia e Sebastiano Adernò):
“La profondità va nascosta. Dove? In superficie” (H. von Hofmannsthal, da Il libro degli amici). Una struttura stilistica e metrica composta e coerente accompagna con efficacia il lettore attraverso un percorso poetico unitario, anche da un punto di vista ideologico; come se la raccolta fosse in realtà un unico poemetto teso ad esorcizzare il dolore dell’assenza per mezzo di una viva osservazione edificante. Uno sguardo profondo ma capace di saper germogliare la propria profondità anche in superficie, soprattutto laddove un qualunque dettaglio minimo (“rivolo di bruscolo che s’incendia”) diviene “convalida d’uno sguardo”, dialogo e rinascita. La necessità del desiderio, nonostante si scontri col muro della privazione, accede ad un oltre -oramai valicabile, per grazia di una parola misurata e netta. Dialogo sospeso sul palcoscenico di una leggera luce penetrante e salvifica. (Giuseppe Carracchia)
La silloge è una delle più compiute e strutturate tra quelle lette. L’autore tratteggia una sempre nuova evidenza del mondo e della sua stessa consistenza attraverso l’altra parte per eccellenza, nel senso che l’interlocutore del poeta è altro ma è anche dell’altro, un mistero e una presenza-assenza tutta nuova. L’avvicinamento a questa realtà di evanescenza, riesce a costruire un mondo sospeso e parallelo, un vacuum che attira a sé la quotidianità con forza e convinzione. La raccolta si presenta granitica, nel senso di compatezza e stilistica e contenutistica. Sicuramente è il risultato di un forte e costante lavoro sul metro e sulla lingua che è controllatissima, sebbene si lanci spesso verso l’esterno. Forse qualche aulicismo di troppo costringe la materia ariosa in gabbie preconfezionate. Tutto sommato, però, è un’architettura necessaria perché si possa tenere sul filo, senza che cada, la presenza di chi “adesso compare (solo) nei sogni”. (Anna Ruotolo)
Complimenti a Davide Valecchi che dice di sé: «Sono nato a Firenze nel 1974. Sono un grande appassionato e cultore di poesia italiana del Novecento e contemporanea. Ho una laurea in Letteratura Italiana con tesi su Maria Luisa Spaziani. Mie poesie sono apparse in riviste (cartacee e online) e in vari blog letterari. Recentemente (aprile 2011) una mia poesia, accompagnata da un video, ha vinto il premio “Poesia in Video” presso il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Polistrumentista, sono attivo come musicista fin dall’adolescenza: ho fatto parte di numerose band spaziando in generi musicali diversi: rock, metal, new wave, sperimentazione, elettronica. Con lo pseudonimodi aal (almost automatic landscapes), a partire dal 2001, ho intrapreso un percorso di ricerca sonora in campo elettro-acustico, concreto, elettronico e ambient, pubblicando lavori per varie etichette italiane ed internazionali. L’attività poetica e quella musicale sono profondamente interconnesse.”
No Ordinary Sun
No Ordinary Sun Tree let your arms fall: raise them not sharply in supplication to the bright enhaloed cloud. Let your arms lack toughness and resiliance for this is no mere axe to blunt nor fire to smother. Your sap shall not rise again to the moons pull. No more incline a deferential head to the wind's talk, or stir to the tickle of coursing rain. Your former shaginess shall not be wreathed with the delightful flight of birds nor shield nor cool the adour of unheeding lovers from the monstrous sun. Tree let your naked arms fall nor extend vain entreaties to the radiant ball. This is no gallant monsoon's flash, no dashing trade wind's blast. The fading green of your magic emanations shall not make pure again these polluted skies . . . for this is no ordinary sun. O tree in the shadowless mountains the white plains and the drab sea floor your end at last is written
Hone Tuwhare (1922-2008)
http://honetuwhare.org.nz/
pudore di prima luce
attraverso l’istante rappreso
dalla fatica del suolo all’alba
bisbigliare forme sbrinarsi
in sagome incerte che intuisco
nel nero vociare
in questo delirio di atti incolti
esigo il ramo esigo l’ombra
ansia puerile del disatteso germogliare[musaerato, pudore di prima luce]
Source: musaerato
vestiti di nientezza. In ricordo di Massimiliano Chiamenti
e sì se devo dire di qualcosa
che per metafora assomigli a dio
direi la musica
non che in dio io ci creda
ma diciamo così come modo di dire
che la musica è il modo in cui
mi immagino il paradiso
dove il corpo è lasciato al guardaroba
e si entra così vestiti di nientezza
apprendo da inutile opuscolo letterario che massimiliano chiamenti è morto. di lui avevo postato una poesia tempo fa. pare che quando muoia un poeta nasca una stella ma questa è una stronzata: quando muore un poeta, dovrebbe nascerne un altro: ecco tutto. in ogni caso, massimiliano: pace all’anima (grande) tua, adesso sei nel posto in cui stanno meglio i poeti, che è sempre il cielo e nient’altro.
Source: sanguedalnaso
parole, video e musica: Davide Valecchi
http://davidevalecchi.blogspot.com/
questo video è stato selezionato come primo classificato del contest “Poesia in Video” presso il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna
esilio di carta e sale
desiderio di lucore e fobia di luce:
connubio infelice da cui nasce il senso
di colpa di bianchi e neri a cui annuisco
eludendo domande di spirito e materia
nella moltitudine giornaliera
migro e traduco il non risponderti
nella terra che tu mi hai promesso
ma che è solo esilio di carta e sale[musaerato, esilio di carta e sale]
Source: musaerato
lessico:
luce giorni polvere occhi pomeriggio parole aria giorno luoghi ombra silenzio sole terra vento anni estate foglie mancanza passaggio passi pietra sapore sguardo tempo asfalto cerchi esistenza fantasmi frasi galestro grazia immagine madre materia nuvole orizzonte parola pensieri primavera riverberi stagione stagioni stanza strada suono vetri aeroplani alberi allegoria allegria astronavi atomi attimo aura boschi carta cielo colline comunione corteccia cucina cuore desiderio diniego erosione fallimento fiori folàta forma gesti ghiaia giardino gloria gravità identità iridescenze litania mare mitologia mondo montagne motore muraglia musica naufragi nome particelle pensiero pini pixel pletora polveri presenza prospettiva pulviscoli pupille quercia radici resa respiro riverbero salvezza sentieri serialità sigillo spazio spine stratosfera vesti voce voci volatili voragine vuoto
the ghost in you…
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